ESMA: la dichiarazione del 30 maggio 2024
L'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha pubblicato una dichiarazione su come usare l'AI nei servizi di investimento ai clienti al dettaglio. Il messaggio centrale è che le regole della MiFID II valgono anche quando una parte del lavoro la fa uno strumento di AI: le decisioni restano responsabilità di chi le prende.
La dichiarazione riguarda anche gli strumenti di uso comune, come ChatGPT, usati dal personale, che siano stati approvati o meno dall'intermediario. Le aspettative principali sono:
- Il miglior interesse del cliente viene prima, qualunque strumento usi.
- Trasparenza. Il cliente deve sapere come l'AI interviene nei servizi che riceve, e deve sapere quando parla con un sistema automatico.
- Controlli su ciò che entra e ciò che esce. Verifiche sulle informazioni che dai all'AI e revisioni frequenti dei risultati, perché l'AI può sbagliare e inventare.
- Competenze. Chi usa l'AI deve essere formato su funzionamento, rischi e regole.
- Protezione dei dati dei clienti, nel rispetto delle norme sulla privacy.
- Tracciabilità. Documentare come e per cosa si usa l'AI.
Tra i rischi da gestire l'ESMA cita l'eccessiva fiducia negli strumenti al posto del giudizio umano, la scarsa trasparenza dei modelli, la privacy e i risultati inaffidabili.
MiFID II: cosa resta uguale
La MiFID II non parla di AI, ma le sue regole si applicano a tutto quello che l'AI ti aiuta a fare.
- Adeguatezza. La valutazione su un cliente e la raccomandazione restano tue. L'AI può prepararti un confronto tra prodotti, non decidere cosa è adatto al cliente.
- Informazioni corrette, chiare e non fuorvianti. Un'email, un report o una spiegazione scritti con l'AI devono rispettare gli stessi requisiti di quelli scritti da te. Prima di inviarli li rileggi e controlli numeri, costi e rischi sul documento originale.
- Regole della rete o della società. Registrazione e conservazione delle comunicazioni, strumenti autorizzati e modelli da usare li stabilisce l'intermediario per cui operi.
AI Act: cosa vale oggi per un consulente
Il Regolamento europeo sull'intelligenza artificiale (UE 2024/1689) entra in vigore per gradi. Il Digital Omnibus (Regolamento UE 2026/1744), in vigore dal 27 luglio 2026, ha rinviato alcune scadenze. Per chi usa l'AI nel lavoro di consulente contano tre punti.
- Alfabetizzazione sull'AI (articolo 4), dal 2 febbraio 2025. Chi usa sistemi di AI in ambito professionale deve adottare misure per formare sé stesso e i propri collaboratori. Il Digital Omnibus ha precisato che non serve garantire un livello preciso per ogni persona, ma l'obbligo di formarsi resta.
- Trasparenza (articolo 50), dal 2 agosto 2026. Chi parla con un sistema di AI, per esempio un assistente virtuale sul sito, deve saperlo. I contenuti generati artificialmente, come immagini o video realistici, vanno segnalati.
- Sistemi ad alto rischio. La consulenza in materia di investimenti non è tra gli usi ad alto rischio dell'allegato III. Lo sono, per esempio, la valutazione del merito creditizio delle persone e la valutazione del rischio e dei prezzi nelle assicurazioni vita e malattia. Dopo il Digital Omnibus questi obblighi si applicano dal 2 dicembre 2027 e riguardano soprattutto chi sviluppa o adotta quei sistemi.
Legge italiana 132/2025
La legge italiana sull'intelligenza artificiale è in vigore dal 10 ottobre 2025. L'articolo 13 stabilisce che nelle professioni intellettuali l'AI può essere usata solo per attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro del professionista, e che il cliente va informato sugli strumenti di AI usati con un linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo. Verifica con la tua rete o con il tuo legale come si applica alla tua attività: una frase chiara nell'informativa o nel mandato è il modo più semplice per dimostrare di aver informato il cliente.
GDPR e dati dei clienti
Il GDPR si applica ogni volta che dai a uno strumento di AI dati che permettono di riconoscere un cliente. La regola pratica è caricare solo il necessario, togliere nomi, codici fiscali e IBAN, usare piani con un accordo sul trattamento dei dati e senza addestramento sui tuoi contenuti. Trovi tutti i dettagli nella guida su AI e dati dei clienti.
In sintesi
| Riferimento | Cosa chiede | Cosa fai in pratica |
|---|---|---|
| ESMA, 30 maggio 2024 | Responsabilità, trasparenza, controlli e formazione quando usi l'AI | Verifichi ogni risultato e sai spiegare come usi l'AI |
| MiFID II | Adeguatezza e informazioni corrette, chiare e non fuorvianti | La raccomandazione resta tua, rileggi tutto prima di inviarlo |
| AI Act, articolo 4 | Formarsi sull'uso dell'AI, dal 2 febbraio 2025 | Segui una formazione e tienine traccia |
| AI Act, articolo 50 | Dire alle persone quando parlano con un'AI, dal 2 agosto 2026 | Se usi un assistente virtuale con i clienti, dichiaralo |
| Legge 132/2025 | AI come supporto e cliente informato | Una frase chiara nell'informativa o nel mandato |
| GDPR | Solo i dati necessari, fornitori con accordo sul trattamento | Documenti resi anonimi e piani business |
Checklist
- Conosco le regole della mia rete o società sugli strumenti di AI?
- Rileggo e verifico sul documento originale ogni testo, numero e costo prima di usarlo con un cliente?
- La decisione su cosa è adatto al cliente resta sempre mia?
- Ho seguito una formazione sull'AI e ne ho traccia?
- Il cliente sa che uso strumenti di AI a supporto del mio lavoro?
- Tolgo dai documenti i dati che permettono di riconoscere il cliente prima di caricarli?
- Uso un piano con accordo sul trattamento dei dati e senza addestramento sui miei contenuti?
Come ti aiuta CFBrain
Il percorso CFBrain parte proprio da qui: il primo incontro è dedicato a strumenti e privacy. Configuriamo con te gli strumenti, decidiamo cosa caricare e cosa no, ti diamo un anonimizzatore che sostituisce nomi, IBAN e codici fiscali con etichette e impostiamo un metodo per verificare ogni risultato. Quattro incontri sul tuo lavoro sono anche una formazione documentata sull'uso dell'AI.
Domande frequenti
Un consulente finanziario può usare ChatGPT nel proprio lavoro?
Sì. Nessuna norma europea o italiana lo vieta. L'ESMA chiede però che l'uso dell'AI resti sotto controllo: chi la usa ne resta responsabile, deve verificare i risultati, proteggere i dati dei clienti e, dove serve, informare il cliente. Restano valide le regole interne della tua rete o società, che possono essere più restrittive.
Devo dire al cliente che uso l'intelligenza artificiale?
L'ESMA chiede trasparenza verso il cliente sull'uso dell'AI nei servizi di investimento, e la legge italiana 132/2025 chiede ai professionisti intellettuali di informare il cliente quando usano strumenti di AI. Il modo più semplice è una frase chiara nell'informativa o nel mandato. Verifica con la tua rete come applicarlo alla tua attività.
L'AI Act considera ad alto rischio la consulenza finanziaria?
No, la consulenza in materia di investimenti non è tra gli usi ad alto rischio elencati nell'allegato III dell'AI Act. Lo sono, per esempio, la valutazione del merito creditizio delle persone e la valutazione del rischio e dei prezzi nelle assicurazioni vita e malattia, con obblighi che dopo il Digital Omnibus si applicano dal 2 dicembre 2027.
Fonti
- ESMA, dichiarazione pubblica sull'uso dell'AI nei servizi di investimento al dettaglio, 30 maggio 2024
- Direttiva 2014/65/UE (MiFID II)
- Regolamento (UE) 2024/1689, AI Act
- AI Act, articolo 4: alfabetizzazione in materia di IA
- Legge 23 settembre 2025, n. 132, sull'intelligenza artificiale
- Regolamento (UE) 2016/679, GDPR
Questa guida ha uno scopo esclusivamente informativo e non costituisce consulenza legale, fiscale o in materia di investimenti. Le norme e le funzioni degli strumenti citati possono cambiare: verifica sempre le fonti ufficiali aggiornate.


Di Luca De Marco, CEO e founder di CFBrain. Aggiornata a ottobre 2026